Solitamente, in ogni campagna elettorale, che si vinca o che si perda, i candidati esibiscono motivi di soddisfazione facendo bella mostra di obiettivi (o presunti tali) che si sono raggiunti.
E’ legittima la soddisfazione della lista “Flavio Girotto” che ha sbaragliato la concorrenza senza se e senza ma, dando un segnale chiaro ed ineccepibile. Fanno bene a festeggiare dato che ora sono nelle migliori condizioni possibili per governare e realizzare senza più ostacoli interni il loro programma.
Dal canto nostro sarebbe troppo facile dire “ci abbiamo provato, è stato bello lo stesso”. Abbiamo perso nettamente e se saremo bravi dovremo fare la giusta analisi e le opportune autocritiche per saperci rinnovare, per cambiare pelle e probabilmente anche gli atteggiamenti. Anzi, ritengo utile cambiare prima di tutto questi ultimi. Penso che ne abbia bisogno il paese intero. Dovremo fare la nostra parte, ora che la campagna elettorale è terminata, per abbassare i toni, per bloccare il progressivo avvelenamento vissuto negli ultimi tempi.
Già ieri, a risultato oramai acquisito, ho voluto dare un segnale di distensione (come è giusto che sia), riconoscendo la sconfitta e facendo le congratulazioni ai vincitori. Come me l’hanno fatto molti miei compagni di lista. Se non sono riuscito a farlo con tutti è perché non ne ho avuto la possibilità, ma lo faccio ora, idealmente con chi di loro avrà voglia di leggere questo post.
Devo riconoscere che in larga misura ho ricevuto strette di mano sincere come del resto erano le mie ( e chi mi conosce lo sa). Purtroppo non tutti hanno capito che la campagna elettorale è fatta anche di toni accesi, di critiche, di attacchi (NON DI OFFESE!), di precisazioni più o meno legittime. Ma che una volta terminata si torna ad essere vicini di casa, parenti, cittadini dello stesso paese. Se si pensa di approfittare del fatto che ci sono dei vincitori e dei vinti e che i primi possano infierire o avere rivendicazioni nei confronti dei secondi, non si è capito nulla. Quando un avversario, sconfitto, porge la sua mano riconoscendo i meriti del vincitore, questi deve saper rispondere con il sorriso dimostrando rispetto verso un tale gesto, evitando polemiche ormai del tutto inutili.
Prima ho parlato di cambiare gli atteggiamenti, io la mia parte la sto già facendo. Ma il rispetto deve venire da ambo le parti. Se così sarà (e ne sono profondamente convinto), faremo un’opposizione davvero costruttiva, finalmente diversa, sicuramente meno dura e intransigente. Il Sindaco è persona navigata e queste cose le sa bene. Sono certo che sapremo confrontarci con serenità e rispetto. Almeno questo è il mio auspicio.
Da parte mia faccio un sicero e doveroso in bocca al lupo al Sindaco Girotto e alla sua squadra affinchè possano lavorare al meglio per il bene della nostra comunità.
Noi giriamo pagina e lavoriamo per rinnovarci e riproporci con persone, idee e progetti validi. Anche questo può e deve essere un obiettivo esaltante.
Matteo Tognin